La lettera: "In Reumatologia ho trovato solo angeli"

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La visita reumatologica è un passaggio fondamentale per la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malattie reumatiche dell'adulto. Viene condotta dallo specialista reumatologo che si occupa di patologie comuni e meno frequenti: artriti, artrosi, artrite reumatoide e anche osteoporosi. Questa patologia è seguita anche nell’Azienda ospedaliero-universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno con un personale altamente specializzato e, in primis, umano. Sì, quella umanita’ che fa la differenza. Ovunque. E in una lettera di ringraziamento, che riportiamo integralmente, si sottolinea l’approccio che hanno questi medici verso il paziente.

Scrivo questa lettera per lodare l’operato del reparto di Reumatologia dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, nelle persone del Referente, il professore Paolo Moscato (nella foto, in basso.ndr) e dei dottori Anna Merchionda e Gabriella Loi; colgo inoltre occasione per salutare affettuosamente tutto lo staff infermieristico e i cari Rosita e Lello. Sono una donna di 60 anni e vorrei portare la mia testimonianza, oltre che come ringraziamento, anche per evitare la migrazione verso altri poli, quando abbiamo dei reparti che funzionano meravigliosamente. Non è facile parlare di dolore e malattia, ma svegliarsi una mattina ed impattare con una malattia autoimmune – quale l’artride reumatoide – ti stravolge la vita. Una patologia che ti consuma lentamente, di gravita’ pari a quella di altre condizioni ben più temute perché più conosciute. L’AR si insinua nella tua vita in modo subdolo e silenzioso, non si fa riconoscere né diagnosticare con certezza, perché sa quando assopirsi e quando esplodere, trasportandoti in una tempesta di dolore fisico e mentale. Ecco l’inizio della lotta contro sintomi ingannevoli e terribili, di incontri con molti medici e diagnosi contrastanti tali da mettere in discussione la tua sanita’ mentale. Poi la depressione, la paura e la frustrazione che ti mettono in ginocchio, prosciugandoti e prostrandoti. Infine arriva la resa senza condizioni e resta solo l’attesa che tutto finisca in fretta. E’ a questo punto che sono apparsi loro: i miei angeli custodi che, con infinita umanita’, mi hanno teso la mano per rimettermi in piedi, con grande professionalita’, guardando oltre, riconoscendo subito i sintomi, hanno diagnosticato. Con grande vocazione e dedizione mi sono stati vicini, curando il corpo, ma anche l’anima: mi hanno aiutato a riprendere le redini della mia vita. Nel percorso della cura ogni visita è stata preceduta da gesti d’affetto, donati a un essere umano e non ad un malato sconosciuto. Ad oggi questa mia infedele amica e si fa sempre più lontana, ci vorra’ del tempo, ma nel frattempo, grazie a loro, al mattino mi sveglio e vivo la mia vita”.
Eva L.

prof paolo moscato reumatologia